03/09/2010
M- Midi, raccolta
16:42
Scritto da: altramusa
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P-Pece, come mandarla via
Avete lasciato la macchina sotto un pino e vi è caduta una goccia di pece o resina sulla carrozzeria? Per toglierla versatevi sopra qualche goccia di olio, lasciatelo qualche minuto e strofinando leggermente con il dito, e la resina verrà via.
16:36
Scritto da: altramusa
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M-Mimosa, come coltivarla
Se abitate al piano terra piantate la mimosa lontano dalla casa per evitare che le mattonelle del vostro pavimento più vicine ad essa possano subire dei danni.
La mimosa ha un apparato radicale molto superficiale a sviluppo orizzontale e per questo motivo tende a sollevare le mattonelle del pavimento di casa.
- Cocktail mimosa

Ingredienti
arance
prosecco o gassosa
ghiaccio
mimosa
Preparazione
Lavare accuratamente le arance, asciugarle e spremerle con lo spremiagrumi.
Filtrare il succo e mescolarlo in parti uguali con il prosecco o la gassosa.
Mettetelo in frigo e servite in coppe con ghiaccio guarnite con un rametto di mimosa.
16:33
Scritto da: altramusa
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C- Cotto : pulizia e mantenimento
Il cotto è un materiale naturale con qualità eccezionali. La sua porosità fa si che necessiti di trattamento. Con un appropriato trattamento cotto ed un minimo mantenimento, il cliente si garantira' un eccellente e duraturo risultato. Attraverso un buon trattamento si può riportare un cotto centenario allo splendore iniziale.
I trattamenti del cotto vengono scelti sulla base del reale utilizzo del pavimento. Il pavimento può essere impregnato con prodotti idro-olio repellenti con finiture a base di cere naturali o sintetiche. Ed infine lucidato con macchina monospazzola e feltro morbido. Per il cotto esterno si tilizza un impregnante con funzione idro-oleo repellente, resistente al gelo, alle piogge acide ed agli agenti atmosferici e per dare maggiore protezione, morbidezza ed un aspetto più caldo alla pulizia si applicano particolari cere.
- Consiglio
Le mattonelle di cotto si puliscono con una soluzione composta da:
- 1/2 litro di essenza di trementina
-1/4 di olio di lino
-1/2 Kg di cera
Passate, con uno straccio o un panno di microfibra, questa soluzione su tutte le mattonelle di cotto.Quando si saranno asciugate lucidatele con la lucidatrice e vedrete che splenderanno.
16:30
Scritto da: altramusa
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31/05/2010
Nuovo sito
11:44
Scritto da: altramusa
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14/05/2010
M-mobili, come averne cura
- CERA PER LA CURA DEL LEGNO
2 g di cera d’api
1 cucchiaino da tè di lanolina
20 ml di olio di soia
5 ml di olio di trementina
Mettete tutto in un recipiente e riscaldate a bagno maria finché la cera d’api non si è completamente sciolta. Togliete e sbattete il composto con lo sbattitore elettrico alla velocità minima. Versate il tutto in un barattolo. Questa cera può essere conservata per circa 8 mesi ed è adatta soprattutto per legni scuri
- CERA PER LEGNO ALL’OLIO DI SOIA
5 g di cera d’api
50 ml di olio di soia
Mettete la cera d’api e l’olio di soia in un recipiente e scaldateli a bagno maria fino a che non siano diventati una massa fluida limpida. Sbattete il composto con lo sbattitore elettrico alla minima velocità, dopo averlo tolto dal fuoco. Versate la cera in un contenitore. La cera all’olio di soia va versata su un panno senza peli e distribuito in modo uniforme sulla superficie di legno. Usatene solo piccole quantità perché penetra velocemente nel legno. Alla fine lucidare con un panno. Questo composto dura circa 6 mesi.
- LUCIDANTE PER MOBILI
2 g di cera d’api
1 cucchiaino da tè di lanolina
20 ml di olio d’avocado
5 ml di olio di trementina
3 fogli di carta A4
Bruciate la carta in un recipiente di metallo.Mettete gli altri ingredienti in un recipiente e scaldateli a bagno maria finché la cera d’api si è sciolta completamente. Togliete il composto e aggiungetevi tre cucchiai da minestra di cenere ottenuta dalla carta bruciata. Sbattete il tutto a freddo con un frustino. Versate il tutto in un vasetto di plastica. Questo lucidante per mobili ha la durata di circa 8 mesi ed è indicato per il legno diventato opaco e per togliere macchie e graffi leggeri.
06:38
Scritto da: altramusa
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12/05/2010
P- pulizia pavimenti e piastrelle
Come pulire le fughe tra le piastrelle?
- Funziona benissimo mescolare un bicchiere di acqua ossigenata 130 volumi con tre cucchiai di fecola di patate, da stendere sulle fughe e risciacquare dopo un’ora.
- Dal ferramenta esistono anche appositi prodotti da diluire con acqua. potete provare anche con uno sgrassatore strofinato con una spazzola a setole rigide, senza premere troppo per non consumare le fughe.
- Le piastrelle del bagno vanno prima disinfettate con prodotti antimuffa (o con acqua e ammoniaca), poi pulite a fondo per eliminare il calcare. Alcool o candeggina profumata le faranno brillare.
- PULIZIE con L'aceto
- Le finestre, i lampadari e gli oggetti di vetro possono essere lavati con acqua ed aceto. Vanno poi sciacquati con acqua pura ed asciugati. In questo modo si tolgono le tracce di mosche ed insetti vari. Il procedimento è indicato anche per far risplendere le lenti degli occhiali;
- Qualche goccia di aceto su un panno inumidito aiutano a togliere la ruggine, a lucidare il rame e a sgrassare e deodorare le pentole. Per il rame e l’ottone conviene unire l’aceto al sale grosso che dovrà essere solo inumidito.
- Per pulire il legno laccato ci si deve passare sopra uno straccio imbevuto di acqua tiepida e aceto,seguendo la venatura del legno e poi ripassare con uno straccio morbido e asciutto.
- Per lucidare i mobili di legno non verniciato unire aceto ed olio in parti uguali e, seguendo sempre le venature del legno, ripassare con uno straccio
- Con acqua ed aceto si puo' lavare regolarmente anche il frigorifero.
- Per la cabina della doccia, invece di un panno morbido, usare una sugna di quelle con un lato ruvido, imbevuta di aceto. Poi sciacquare con attenzione.
- Per deodorare o sbloccare lo scarico del lavandino è sufficiente versarci dell’aceto una volta la settimana
06:36
Scritto da: altramusa
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F-Formaggi: difetti e rimedi
*Come si conserva la mozzarella? Mettila in frigo in una scodella piena di latte e acqua.
* GONFIORE PRECOCE: Si presenta entro pochi giorni dalla lavorazione, interessa la pasta con la presenza molto fitta di piccole "occhiature" e le forme dall’esterno appaiono rigonfiate. La causa è la presenza elevata nel latte di batteri del gruppo Escherichia coli e Aerobacter aerogenes. Nella produzione industriale si controlla termizzando il latte e poi reinnestandolo con fermenti selezionati. Nella produzione a latte crudo curando l’igiene del latte e la pulizia dei contenitori, oltre a caseificare entro due ore dalla mungitura.
* GONFIORE TARDIVO: si verifica intorno ai due mesi di stagionatura ed oltre. Anche in questo caso le forme si gonfiano e si spaccano. E’ causato da Clostridi sporigeni, batteri che giungono al latte dall’ambiente dove sono presenti alimenti male conservati (insilati o fieni fermentati e mal riusciti) e quindi questi prodotti non devono essere mai tenuti in azienda, nemmeno se destinati all’alimentazione di altri animali.
* SAPORE AMARO: è causato da una non corretta degradazione della caseina ad opera di una carica batterica elevata costituita da germi coliformi e psicotrofici. E’ favorita da un eccesso di caglio e da cagli con troppa pepsina e poca chimosina (di vitello), da un eccesso di salatura e da insufficiente spurgo del siero. Si dovrà controllare la provenienza del caglio e scegliere quello derivato da animali ad alimentazione prettamente lattea. Si dovrà inoltre curare con maggiore attenzione l’igiene del latte.
* COLORE ROSSO DELLA BUCCIA: è causato dall’impiego di sale marino che contiene dei batteri (cocchi) responsabili di questa colorazione. Si dovrà cambiare il tipo di sale impiegato e lavare accuratamente le tavole su cui si maturano le forme, con acqua e varichina (10-15 cc/10l) dopo di che asciugarle al sole.
* COLORI ANOMALI DELLA BUCCIA: possono comparire, nelle prime fasi di stagionatura colorazioni azzurre, verde e giallo metallizzato. Le cause sono da ricercarsi nella non idoneità igienica dell’acqua utilizzata per l lavaggio delle attrezzature che può contenere batteri del genere pseudomonas, responsabili di queste colorazioni.
* MUFFE: La loro presenza è sempre favorita da un eccesso di umidità nell’ambiente di stagionatura. Se rimangono all’esterno della forma non sono quasi mai dannose e possono facilmente essere eliminate con il lavaggio periodico. Si deve quindi comprimere bene la cagliata in fase di lavorazione per evitare che rimangano bolle d’aria all’interno della pasta, oltre a controllare l’umidità dei locali di stagionatura. In fase di stagionatura più avanzata sono utili anche trattamenti in crosta con olio, olio e cenere o olio e conserva di pomodoro.
* SAPORI SGRADEVOLI possono giungere al latte dall’alimentazione degli animali, in particolare dall’ingestione di brassicacee (colza, rape, ravizzone ecc.), trigonella, iridacee, tarassaco in fiore. Saranno da evitare pascoli ricchi di queste essenze per gli animali in lattazione.
* SPACCATURE nelle forme si possono verificare a causa di spremitura eccessiva della pasta, eccesso di caglio, esposizione delle forme a correnti d’aria, stagionatura in locali con temperatura elevata e bassa umidità relativa. Si ricorda che le temperature ottimali degli ambienti per la stagionatura sono comprese tra gli 8 e i 10 °C con umidità relativa dell’80-85%.
* STRACCHINAGGIO avviene quando, durante la maturazione, la crosta si rompe e fuoriesce la pasta interna, molle e ricca di siero.Si verifica con temperature troppo basse nei locali di stagionatura (minori di 7°C). Per prevenire questo difetto e favorire lo spurgo del siero può essere effettuata la "stufatura" delle forme, che consiste nel mantenerle, dopo la pressatura, a temperature comprese tra 25 e 30 °C per 2 o 3 ore, rivoltandole più volte. Ancora una volta si dovrà scegliere del caglio con poca pepsina, cioè che proviene da animali lattanti.
* GESSATURA E PASTA DURA si hanno quando viene lavorato latte inacidito o quando si effettui una "stufatura" a temperature troppo elevate che favorisce una acidificazione troppo repentina. Si dovranno quindi evitare eccessi di acidità nella cagliata che provocano inoltre una perdita nel siero di Calcio e di grasso.
* PRESENZA DI PARASSITI: i parassiti del formaggio sono essenzialmente due: la mosca del formaggio (Piophila casei) che si individua per la presenza di larve nei formaggi in ogni stadio della maturazione. Questo parassita rende il prodotto non commerciale e le larve, se ingerite, possono causare anche danni e lacerazioni a livello dei villi intestinali. Un controllo degli acari si può effettuare anche con i trattamenti in crosta con olio, olio e cenere o olio e conserva di pomodoro.
06:29
Scritto da: altramusa
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